ECUADOR -Rafforzamento della sicurezza alimentare delle donne contadine indigene dell’Amazzonia ecuadoriana da realizzarsi presso tre comunità di Macas, nella provincia di Morona – Santiago
Il progetto, realizzato in collaborazione con il partner locale Fundación Atasim, ONGD (Organización No Gubernamental para el Desarrollo, Organizzazione Non Governativa per
lo Sviluppo), è orientato a contribuire a rafforzare la sicurezza alimentare delle famiglie indigene dell’Amazzonia ecuadoriana incoraggiando l’attuazione di strategie che promuovano una produzione diversificata e sostenibile per l’autoconsumo e la commercializzazione.
L’iniziativa pone al centro il ruolo della donna come protagonista dello sviluppo socio-economico delle comunità, promuovendo l’imprenditoria locale secondo principi agro-ecologici e contribuendo, al contempo, alla tutela del patrimonio di saperi, pratiche e valori della cultura indigena.
Il contesto
L’area di intervento è localizzata presso le comunità indigene dell’Amazzonia ecuadoriana, in tre comunità del cantone di Morona-Santiago: Zuñac, San Isidro e 9 de Octubre. Nelle comunità oggetto dell’intervento, la percentuale di famiglie in condizioni di povertà raggiunge livelli drammatici: nella comunità di Zuñac, ad esempio, è in condizione di povertà il 100% dei nuclei familiari. Secondo i dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica e Censimento (INEC), nel 2020 il tasso di povertà nella provincia di Morona Santiago era pari al 60,7%, evidenziando criticità strutturali nello sviluppo sociale ed economico del territorio. La situazione risulta ancora più grave nel Cantone di Morona, dove l’indicatore di povertà raggiunge il 65,8%, superando la media nazionale (61,3%) e collocandosi tra i valori più elevati dell’Ecuador.
La scarsa disponibilità economica limita l’accesso agli alimenti, riducendo la varietà della dieta e causando gravi squilibri nutrizionali.
Le donne svolgono un ruolo fondamentale nella sicurezza alimentare e nell’agro-produzione, promuovendo con il loro lavoro quotidiano l’autosufficienza, rafforzando le espressioni culturali, contribuendo alla protezione e conservazione delle sementi native e rafforzando la commercializzazione dal produttore al consumatore. Tuttavia, esse hanno un accesso molto limitato alle risorse produttive come l’acqua, la terra o il credito.
Vi è una forte disparità di genere, aggravata da scarse opportunità educative, limitato controllo del reddito, difficoltà di accesso al mercato e diffusa violenza di genere. Le donne indigene della provincia di Morona–Santiago vivono quindi una condizione di tripla discriminazione, legata al genere, alla povertà e all’appartenenza etnica.
Le beneficiarie dirette dell’intervento vengono selezionate all’interno delle famiglie in condizioni di vulnerabilità, seguendo un criterio generale di livello di coinvolgimento nella vita comunitaria e di interesse a partecipare ad iniziative concrete, oltre che di condizione socioeconomica della famiglia.
Le attività
Le attività, tra loro integrate, consentono di:
- Garantire un’alimentazione sicura, di qualità e diversificata per le donne contadine indigene e le famiglie delle comunità target attraverso la creazione di orti famigliari e la formazione teorico-pratica.
- Favorire la sostenibilità della produzione agricola per l’autoconsumo e la commercializzazione impiegando coltivazioni resilienti al cambiamento climatico e utilizzando bioinput.
- Sviluppare una produzione agricola alternativa con un buon potenziale di commercializzazione.
- Promuovere la commercializzazione di prodotti ad alto valore aggiunto allo scopo di fornire una fonte di reddito stabile alle donne contadine e alle loro famiglie.
- Stimolare la ricerca di fonti alimentari alternative attraverso lo studio delle usanze tradizionali delle comunità target, in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Verona.
