ALBANIA/ROMANIA – “Break the Circle” – Progetto integrato transnazionale di contrasto alla violenza di genere
Il progetto intende contribuire al contrasto della violenza di genere in due Paesi dell’Europa dell’Est, l’Albania e la Romania, in armonia con gli OSS n. 3 (Salute e benessere), n. 5 (Uguaglianza di genere) e n. 10 (Ridurre le disuguaglianze). Il progetto ha l’obiettivo di supportare direttamente le donne che subiscono violenza, migliorando la prevenzione del fenomeno nei due contesti nazionali e rafforzando la risposta delle organizzazioni e delle istituzioni. La strategia si basa su tre livelli di intervento: assistenza alle donne che hanno subito violenza; prevenzione attraverso la formazione di professionisti e l’educazione delle generazioni più giovani; il confronto e lo scambio di buone pratiche tra enti e istituzioni che si occupano della tematica.
Il contesto
In entrambi i Paesi, Romania e Albania, le cause alla base della gender-based violence sono da ricercarsi in un ambiente culturale di impostazione patriarcale che alimenta idee, credenze e stereotipi che portano a una concezione della donna intesa come inferiore rispetto all’uomo.
La Romania occupa l’ultimo posto della classifica europea nel Gender Equality Index e si posiziona al quarto posto tra i Paesi europei con i più alti tassi di GBV. Le statistiche ufficiali del 2024 riportano 1.271 vittime di stupro nel Paese e 130.000 interventi legati a casi di violenza domestica. I servizi dedicati alle donne che denunciano la violenza subita sono scarsi e le donne che vivono nelle aree periferiche come quella del Comune di Sibiu, dove le problematiche sono spesso accentuate, hanno ancora minori possibilità di accesso a servizi di soccorso e assistenza.
Anche in Albania la problematica è speculare. Secondo il National Survey on Violence Against Women and Girls, il 52,9% delle donne albanesi riferisce di aver subito violenza almeno una volta nel corso della vita, e il 36,6% dichiarava di subirla nel momento dell’intervista. A Valona, la città di intervento, alla violenza domestica si affianca la problematica della tratta per sfruttamento sessuale. Secondo i dati della National Coalition of Anti-Trafficking Shelters, solo nel 2024 sono stati presi in carico 178 casi di traffico umano.
Le attività
In particolare, l’intervento consente di:
- Garantire assistenza alle donne che hanno subito violenza attraverso la presa in carico immediata e l’offerta di supporto psicologico, medico, legale e socio-economico;
- Fare prevenzione attraverso la formazione dei professionisti che, nel loro lavoro, possono entrare in contatto con donne che hanno subito o sono a rischio di subire violenza e attraverso l’educazione delle generazioni più giovani al rispetto e al rifiuto degli stereotipi di genere;
- Generare un confronto e uno scambio di buone pratiche tra enti e istituzioni che lavorano sulla tematica in Albania, Romania e Italia.