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Aggiornamenti dal Nepal – emergenza alluvione

In questa pagina, Medici per la Pace pubblicherà gli aggiornamenti ricevuti dai partner presenti sul campo in Nepal, verificando l’attendibilità delle informazioni ricevute tenuto conto il contesto di intervento estremamente instabile. 

Foto: PRABIN RANABHAT/Getty Images

Aggiornamento del 9 settembre 2026 ore 10:00

A distanza di giorni dalla devastante alluvione che ha colpito il Nepal, l’emergenza rimane drammatica. Le operazioni di soccorso e assistenza proseguono senza sosta, mentre le autorità e i soccorritori sono ancora impegnati nella ricerca delle migliaia di persone disperse.

L’ultimo bilancio disponibile del National Disaster Risk Reduction and Management Authority del Nepal è di 1.367 persone morte, 6.676 ferite e 5.132 ancora disperse. Finora, le operazioni di soccorso hanno permesso di portare in salvo 13.646 persone.

Proseguono le ricerche dei dispersi

Le squadre di soccorso continuano a operare anche nelle aree più difficili da raggiungere. Particolarmente complesse sono le ricerche all’interno dei tunnel degli impianti idroelettrici, dove si teme possano trovarsi persone rimaste intrappolate.

A Chilime, i soccorritori sono riusciti ad avanzare per 115 metri all’interno del tunnel, mentre a Upper Trishuli-1 le operazioni hanno raggiunto i 400 metri. Al momento, tuttavia, non sono stati effettuati nuovi ritrovamenti.

Nel frattempo, prosegue anche il delicato lavoro di identificazione delle vittime. 102 salme già identificate sono state restituite alle rispettive famiglie, mentre nel distretto di Rasuwa è iniziata la raccolta di campioni di DNA, che potrà contribuire a rendere più rapida e precisa l’identificazione delle persone ancora disperse.

Strade e ponti gravemente danneggiati

L’alluvione ha provocato danni ingenti alle infrastrutture, interrompendo collegamenti fondamentali per raggiungere le comunità colpite e portare aiuti.

Sulla Prithvi Highway, una delle principali arterie stradali del Paese, sono in corso i lavori per l’apertura di un nuovo tracciato. Sul fiume Tadi, invece, è iniziata l’installazione di un ponte di 60 metri, con l’obiettivo di ripristinare quanto prima i collegamenti interrotti.

Il ripristino della viabilità rappresenta una delle priorità anche per consentire la distribuzione di beni essenziali e garantire l’accesso ai servizi sanitari nelle zone maggiormente isolate.

Il ripristino dei servizi essenziali

Parallelamente continuano gli interventi per ripristinare l’elettricità e assicurare la disponibilità di carburante, indispensabili per il funzionamento dei servizi di emergenza e per la ripresa delle attività quotidiane.

La situazione resta quindi estremamente complessa. Alle perdite umane si aggiungono la distruzione di abitazioni e infrastrutture, l’interruzione dei collegamenti e le difficoltà nell’accesso ai beni e ai servizi essenziali.

Medici per la Pace continua a mantenere i contatti con i partner locali, impegnati nelle aree colpite, per monitorare l’evoluzione dell’emergenza e individuare le necessità più urgenti delle comunità. Nelle prossime settimane sarà fondamentale sostenere non solo le operazioni di soccorso, ma anche la fase di ripristino e di ripresa delle popolazioni colpite.

Aggiornamento del 4 settembre 2026 ore 10:00

Secondo gli ultimi dati disponibili e pubblicati dal National Disaster Risk Reduction and Management Authority del Nepal, sono 1.259 i corpi recuperati, 5.083 le persone disperse ed oltre 12.000 quelle tratte in salvo. Proseguono le operazioni di ricerca nelle aree più isolate, rese difficilmente raggiungibili dalla distruzione di strade e ponti.

Le riprese sono state effettuate e condivise dal sindaco della municipalità di Gosaikunda nel distretto di Rasuwa, che risulta ancora oggi irraggiungibile da terra. La parte inferiore del villaggio è stata completamente distrutta, con un numero ancora imprecisato di vittime e di feriti e danni incalcolabili alle infrastrutture.

Medici per la Pace, insieme ai partner ed alle istituzioni locali, sta organizzando il proprio intervento in questo distretto e la comunità di Dhunche, nella municipalità di Gosaikunda, sarà la principale base operativa, medica e logistica.

Come già anticipato, Dhunche fungerà da principale base operativa per il team medico, consentendo lo stoccaggio e la gestione di alimenti, medicinali e beni di prima necessità, nonché l’erogazione dell’assistenza sanitaria e, ove necessario, il trasferimento dei pazienti verso le strutture sanitarie di riferimento. La base sarà inoltre utilizzata per coordinare e organizzare la distribuzione degli aiuti alle comunità più isolate, garantendo anche le attività di “ultimo miglio” nelle aree non raggiungibili con i veicoli.

Continua la raccolta fondi di emergenza organizzata da Medici per la Pace a sostegno degli sforzi che i partner locali stanno facendo. Puoi donare con un bonifico a:

Medici per la Pace ODV

IBAN: IT 15 O 03069 09606100000165785
Intesa Sanpaolo

Causale: Emergenza alluvione Nepal

Aggiornamento del 2 settembre 2026 ore 12:00

A una settimana dall’alluvione che ha colpito il Nepal al confine con il Tibet, l’emergenza resta drammatica. Secondo gli ultimi dati disponibili e pubblicati dal National Disaster Risk Reduction and Management Authority del Nepal, sono 1.118 i corpi recuperati, 3.916 le persone disperse e 11.993 quelle tratte in salvo. Proseguono le ricerche nelle aree più isolate, rese difficilmente accessibili dalla distruzione di strade e ponti.

Medici per la Pace sta organizzando il proprio intervento nel distretto di Rasuwa, una delle zone maggiormente colpite. La comunità di Dhunche, nella municipalità di Gosaikunda, sarà la principale base operativa, medica e logistica.

Da Dhunche verranno organizzati il campo-base del team medico, lo stoccaggio di alimenti, medicinali e beni essenziali, l’assistenza sanitaria e l’eventuale trasferimento dei pazienti verso le strutture di riferimento. La base consentirà inoltre di organizzare la distribuzione degli aiuti verso le comunità più isolate, anche attraverso interventi di “ultimo miglio”, dove i veicoli non possono arrivare.

Medici per la Pace è in costante contatto con i partner locali, tra cui il Benchen Free Clinic, per valutare i bisogni e indirizzare gli aiuti dove sono maggiormente necessari.

Non si ferma la raccolta fondi di emergenza organizzata da Medici per la Pace a sostegno degli sforzi che i partner locali stanno facendo. Puoi donare con un bonifico a:

Medici per la Pace ODV

IBAN: IT 15 O 03069 09606100000165785
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Causale: Emergenza alluvione Nepal

Aggiornamento del 28 agosto 2026 ore 12:00

Dopo il violento evento alluvionale che il 26 agosto ha interessato il distretto di Rasuwa, in Nepal, la situazione rimane ancora estremamente critica: nelle prime ore del giorno 28 agosto le autorità hanno lanciato un nuovo allarme per il cedimento di un lago artificiale originatosi a monte delle aree colpite dalla prima ondata di piena. Il deflusso dell’acqua è stato fortunatamente meno devastate rispetto al primo episodio, ma ha contribuito a peggiorare ulteriormente l’alta instabilità idro-geologica dell’area. Per questo motivo risultano particolarmente complesse le operazioni di soccorso, e migliaia di persone scampate al disastro – molte delle quali gravemente ferite – rimangono tutt’ora isolate sui fianchi delle vallate che circondano l’area del sistema fluviale Bhote Koshi–Trishuli.

Un primo rilievo effettuato dal Governo nepalese dipinge un quadro complesso: l’onda di piena, giunta inaspettata, ha dato a pochissime persone il tempo di cercare rifugio e, nel suo passaggio, ha distrutto 35 ponti carrozzabili e 45 ponti sospesi, erodendo oltre 40 chilometri della Pasang Lhamu Highway, la principale strada che nell’area collega il Nepal con la Cina. Anche 4 centrali idroelettriche, che fornivano circa l’8% dell’energia utilizzata in Nepal, sono state distrutte. I dati in termini di perdite di vite umane sono ancora in aggiornamento: gli ultimi bollettini del 28 agosto (ore 12:00) parlano di oltre 540 morti e oltre 1000 dispersi: entrambe le stime sono tuttavia destinate a salire drammaticamente.

In Nepal, le organizzazioni con le quali Medici per la Pace collabora da oltre 15 anni sono da due giorni impegnate nella raccolta e analisi delle necessità urgenti delle popolazioni colpite. Le organizzazioni partner sono attive nei distretti interessati dall’evento: nel distretto di Nuwakot, dove lo scorso anno Medici per la Pace ha svolto numerosi campi mobili ginecologici e odontoiatrici a favore delle comunità più isolate e svantaggiate, l’ondata di piena ha distrutto strade, scuole e numerose abitazioni. Non sono ancora disponibili dati certi sul numero di morti e feriti nell’area.

I partner, in contatto costante con Medici per la Pace, hanno condiviso una lista di bisogni prioritari rilevati in loco:

  • Beni alimentari: la maggior parte delle famiglie delle aree colpite ha perso le proprie scorte alimentari oltre che gli utensili da cucina e altri articoli domestici essenziali. Le priorità immediate includono l’allestimento di mense comunitarie e la distribuzione di pasti pronti al consumo, seguiti dalla distribuzione di razioni alimentari a lunga conservazione una volta che l’accesso alle aree colpite e la riorganizzazione delle catene di approvvigionamento miglioreranno. È prioritaria anche la distribuzione di integratori nutrizionali a donne in gravidanza e in allattamento e ai neonati e bambini.
  • Materiali da costruzione e articoli domestici essenziali: la maggior parte delle famiglie è attualmente priva di un alloggio adeguato ed esposta alla pioggia e al freddo. Le necessità immediate comprendono la distribuzione di teloni, coperte, materassini e altri materiali necessari all’allestimento di rifugi di emergenza. Inoltre, con l’avvicinarsi dell’inverno, l’altitudine elevata di alcune aree colpite e il calo delle temperature richiederanno anche sostegno per l’adeguamento dei rifugi alle condizioni invernali (materiali isolanti, coperte e indumenti caldi).
  • Acqua e igiene: l’accesso all’acqua potabile sicura è attualmente una delle principali preoccupazioni. Le priorità includono la fornitura di acqua potabile, l’allestimento di servizi igienici temporanei, la distribuzione di prodotti per l’igiene personale con una particolare attenzione all’igiene infantile e femminile.
  • Assistenza sanitaria e sostegno psicosociale: l’area colpita sta affrontando una grave crisi sanitaria aggravata dalle estreme difficoltà di comunicazione e coordinamento. L’ospedale Chakradev di Nuwakot, per esempio, dispone attualmente di sole tre ambulanze, mentre si stima che ne occorrano almeno dieci per far fronte alle esigenze sanitarie di emergenza. La mancanza di elettricità e l’interruzione delle telecomunicazioni stanno ulteriormente compromettendo il coordinamento. Nella fase emergenziale e post-emergenziale, saranno importanti anche il sostegno psicosociale e l’assistenza psicologica, in particolare per i bambini, le famiglie che hanno perso i propri cari e le persone che hanno subito gravi traumi psico-fisici.
  • Ripresa iniziale: le priorità per la ripresa iniziale includono la rimozione delle macerie, il ripristino delle strade di accesso e dei servizi di base e il sostegno alle famiglie colpite, affinché possano riprendere le attività lavorative fondamentali per la loro sussistenza.

Medici per la Pace ha deciso di avviare una raccolta fondi a sostegno degli sforzi che i partner locali stanno facendo: le donazioni ricevute verranno interamente destinate ad acquistare beni alimentari, prodotti per l’igiene personale, kit di primo soccorso e beni di prima necessità da distribuire alle popolazioni delle comunità più colpite.

È possibile partecipare alla raccolta fondi con un bonifico a:

Medici per la Pace ODV

IBAN: IT 15 O 03069 09606100000165785
Intesa Sanpaolo
BIC: BCITITMM

Causale: Emergenza alluvione Nepal

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