In questa pagina, Medici per la Pace pubblicherà gli aggiornamenti ricevuti dai partner presenti sul campo in Nepal, verificando l’attendibilità delle informazioni ricevute tenuto conto il contesto di intervento estremamente instabile.
Foto: PRABIN RANABHAT/Getty Images
Aggiornamento del 28 agosto 2026 ore 12:00
Dopo il violento evento alluvionale che il 26 agosto ha interessato il distretto di Rasuwa, in Nepal, la situazione rimane ancora estremamente critica: nelle prime ore del giorno 28 agosto le autorità hanno lanciato un nuovo allarme per il cedimento di un lago artificiale originatosi a monte delle aree colpite dalla prima ondata di piena. Il deflusso dell’acqua è stato fortunatamente meno devastate rispetto al primo episodio, ma ha contribuito a peggiorare ulteriormente l’alta instabilità idro-geologica dell’area. Per questo motivo risultano particolarmente complesse le operazioni di soccorso, e migliaia di persone scampate al disastro – molte delle quali gravemente ferite – rimangono tutt’ora isolate sui fianchi delle vallate che circondano l’area del sistema fluviale Bhote Koshi–Trishuli.
Un primo rilievo effettuato dal Governo nepalese dipinge un quadro complesso: l’onda di piena, giunta inaspettata, ha dato a pochissime persone il tempo di cercare rifugio e, nel suo passaggio, ha distrutto 35 ponti carrozzabili e 45 ponti sospesi, erodendo oltre 40 chilometri della Pasang Lhamu Highway, la principale strada che nell’area collega il Nepal con la Cina. Anche 4 centrali idroelettriche, che fornivano circa l’8% dell’energia utilizzata in Nepal, sono state distrutte. I dati in termini di perdite di vite umane sono ancora in aggiornamento: gli ultimi bollettini del 28 agosto (ore 12:00) parlano di oltre 540 morti e oltre 1000 dispersi: entrambe le stime sono tuttavia destinate a salire drammaticamente.
In Nepal, le organizzazioni con le quali Medici per la Pace collabora da oltre 15 anni sono da due giorni impegnate nella raccolta e analisi delle necessità urgenti delle popolazioni colpite. Le organizzazioni partner sono attive nei distretti interessati dall’evento: nel distretto di Nuwakot, dove lo scorso anno Medici per la Pace ha svolto numerosi campi mobili ginecologici e odontoiatrici a favore delle comunità più isolate e svantaggiate, l’ondata di piena ha distrutto strade, scuole e numerose abitazioni. Non sono ancora disponibili dati certi sul numero di morti e feriti nell’area.
I partner, in contatto costante con Medici per la Pace, hanno condiviso una lista di bisogni prioritari rilevati in loco:
- Beni alimentari: la maggior parte delle famiglie delle aree colpite ha perso le proprie scorte alimentari oltre che gli utensili da cucina e altri articoli domestici essenziali. Le priorità immediate includono l’allestimento di mense comunitarie e la distribuzione di pasti pronti al consumo, seguiti dalla distribuzione di razioni alimentari a lunga conservazione una volta che l’accesso alle aree colpite e la riorganizzazione delle catene di approvvigionamento miglioreranno. È prioritaria anche la distribuzione di integratori nutrizionali a donne in gravidanza e in allattamento e ai neonati e bambini.
- Materiali da costruzione e articoli domestici essenziali: la maggior parte delle famiglie è attualmente priva di un alloggio adeguato ed esposta alla pioggia e al freddo. Le necessità immediate comprendono la distribuzione di teloni, coperte, materassini e altri materiali necessari all’allestimento di rifugi di emergenza. Inoltre, con l’avvicinarsi dell’inverno, l’altitudine elevata di alcune aree colpite e il calo delle temperature richiederanno anche sostegno per l’adeguamento dei rifugi alle condizioni invernali (materiali isolanti, coperte e indumenti caldi).
- Acqua e igiene: l’accesso all’acqua potabile sicura è attualmente una delle principali preoccupazioni. Le priorità includono la fornitura di acqua potabile, l’allestimento di servizi igienici temporanei, la distribuzione di prodotti per l’igiene personale con una particolare attenzione all’igiene infantile e femminile.
- Assistenza sanitaria e sostegno psicosociale: l’area colpita sta affrontando una grave crisi sanitaria aggravata dalle estreme difficoltà di comunicazione e coordinamento. L’ospedale Chakradev di Nuwakot, per esempio, dispone attualmente di sole tre ambulanze, mentre si stima che ne occorrano almeno dieci per far fronte alle esigenze sanitarie di emergenza. La mancanza di elettricità e l’interruzione delle telecomunicazioni stanno ulteriormente compromettendo il coordinamento. Nella fase emergenziale e post-emergenziale, saranno importanti anche il sostegno psicosociale e l’assistenza psicologica, in particolare per i bambini, le famiglie che hanno perso i propri cari e le persone che hanno subito gravi traumi psico-fisici.
- Ripresa iniziale: le priorità per la ripresa iniziale includono la rimozione delle macerie, il ripristino delle strade di accesso e dei servizi di base e il sostegno alle famiglie colpite, affinché possano riprendere le attività lavorative fondamentali per la loro sussistenza.
Medici per la Pace ha deciso di avviare una raccolta fondi a sostegno degli sforzi che i partner locali stanno facendo: le donazioni ricevute verranno interamente destinate ad acquistare beni alimentari, prodotti per l’igiene personale, kit di primo soccorso e beni di prima necessità da distribuire alle popolazioni delle comunità più colpite.
È possibile partecipare alla raccolta fondi con un bonifico a:
Medici per la Pace ODV
IBAN: IT 15 O 03069 09606100000165785
Intesa Sanpaolo
BIC: BCITITMM
Causale: Emergenza alluvione Nepal
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