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Servizi di assistenza e sostegno per i rifugiati siriani e i giordani con disabilità

Servizi di assistenza e sostegno per i rifugiati siriani e i giordani con disabilità

Il progetto ha visto come organizzazione capofila AIDOS – Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo ed è stato realizzato grazie al contributo di AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo).

Il progetto si rivolto alla popolazione disabile giordana e rifugiata di Amman e Zarqa ed  ha migliorato la qualità e l’accessibilità a servizi di assistenza medica. Si è posta anche l’obiettivo di rafforzare le capacità di due cliniche della Noor al Hussein Foundation in materia di disabilità di persone adulte.

Medici per la Pace si è affiancata ad AIDOS per delle attività di assistenza tecnica al personale specializzato delle cliniche, inviando uno specialista a formare fisioterapisti locali, con un focus su disabilità delle persone adulte e genere.

Mappa del Progetto

Il contesto

Il conflitto in Siria ha creato la più grande crisi umanitaria degli ultimi decenni. Secondo l’UNHCR, al 13 gennaio 2019, in Giordania risultano registrati 671.551 rifugiati siriani, mentre il numero di coloro che non sono registrati non è noto, ma secondo le stime del Governo giordano 1,25 milioni di siriani si trovano nel paese a vario titolo. I governatorati di Amman e Zarqa ospitano quasi il 50% dei rifugiati siriani.
Un provvedimento del febbraio 2018 ha abolito i servizi sanitari sovvenzionati per i siriani che vivono in Giordania, che oggi devono pagare l’80% della “tariffa straniera”. I rifugiati siriani, ed in particolare i bambini, riscontrano notevoli difficoltà nell’accedere ai servizi sanitari essenziali.
Studi stimano che fra l’11 e il 15% della popolazione giordana soffre di un qualche tipo di disabilità, solo il 12% degli adulti ha un lavoro e il 79% dei minori in età scolare non ha accesso all’istruzione. Fra la popolazione rifugiata il dato relativo all’incidenza della disabilità salirebbe al 22%.
Donne disabili e rifugiati possono incontrare specifiche difficoltà a causa dell’intersezione di genere, disabilità e dislocamento.
Si registrano inoltre difficoltà nell’accesso ai servizi riabilitativi, anche legate ai costi dei trasporti destinati a persone con disabilità, e la qualità e la diversità dei servizi di riabilitazione sono limitate.
Questa situazione aumenta i rischi di danni permanenti o di scarsi risultati della riabilitazione a causa di cure inadeguate, ed è inasprita da uno scarso riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità e dalla presenza di pregiudizi e discriminazioni nei loro confronti.

Le attività

Il progetto si è posto l’obbiettivo di rafforzare l’offerta dei servizi integrati a persone con disabilità nelle due cliniche di Zarqa e di Sweileh (Amman) gestite dalla Noor Hussein Foundation (NHF) che vanta in materia una esperienza trentennale, non solo nell’area di intervento del progetto ma in tutto il paese. Entrambe le cliniche sono state attrezzate per garantire una migliore fruibilità alle persone con disabilità.

L’offerta di servizi è stata organizzata e differenziata a seconda dell’appartenenza della popolazione (se locale e rifugiati).

Le cliniche offriranno:

– servizi specialistici, strumenti assistivi e sessioni di fisioterapia e sensibilizzazione;

– supporto a caregiver familiari

– servizi di riabilitazione che comprenderanno: screening completo e check-up generale; fornitura di apparecchi acustici e di speciali occhiali per le persone con disabilità.

In totale si sono raggiunti 1.100 beneficiari diretti e 500 famiglie di persone con disabilità come beneficiari indiretti.

Ambito

Salute e Capacity building

Paese

Giordania

Beneficiari

12 specialisti delle cliniche della Noor al Hussein Foundation

Durata

aprile 2019 – agosto 2020

Sostenitori

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