MU.RI. – Musica, rispetto e salute presso la Casa Circondariale di Montorio, Verona
Il progetto utilizza la musica come mezzo per coinvolgere le donne detenute presso la Casa Circondariale di Verona e per migliorare la loro consapevolezza sull’importanza della prevenzione in tema di salute. Le attività mirano a raggiungere due obiettivi: educare le detenute alla salute e ai corretti stili di vita e offire occasioni di partecipazione attiva attraverso la condivisione ludica, stimolando le abilità relazionali delle beneficiarie e l’acquisizione di comportamenti rispettosi di sé e dell’altro.
Le attività
Il progetto prevede un percorso di incontri nel corso dei quali vengono realizzate attività ludiche di carattere musicale e coreutico, coordinate e condotte da un operatore con formazione specifica in ambito musicale che incoraggia le partecipanti a proporre musiche e danze tradizionali dei propri Paesi. La scelta di utilizzare questa specifica strategia di coinvolgimento è motivata dal fatto che la musica rappresenta un linguaggio espressivo trasversale in grado di superare barriere linguistiche e culturali, stimolando la collaborazione costruttiva, favorendo l’attività fisica, e apportando comprovati benefici al benessere psicologico delle utenti in termini di bisogno di socializzazione ed espressione.
La componente coreutico-musicale costituisce un elemento di attrazione utile alla creazione di gruppi di dialogo e confronto su tematiche riguardanti la salute, ritenute rilevanti dalle beneficiarie stesse, che propongono di volta in volta nuovi temi da affrontare nell’incontro successivo. Tali tematiche possono riguardare:
– la salute della donna;
– la cura dei bambini e le patologie pediatriche;
– la maternità responsabile;
– l’igiene personale, orale, ambientale nel contesto della Casa Circondariale;
– la vita sessuale: la sessualità come relazione, il concetto di normalità, le Malattie Sessualmente Trasmesse (MST);
– l’alimentazione e gli stili di vita;
– l’utilizzo del SSN;
– le tossicofilie: fumo, alcol e altre dipendenze;
– la costruzione dell’autostima e del rispetto di sé nella gestione dei vissuti traumatici;
– le buone pratiche di convivenza civile.
I gruppi vengono accompagnati da una mediatrice culturale che stimola il confronto e la condivisione di esperienze, vissuti e idee in tema di salute, portando l’attenzione sul valore fondamentale della prevenzione. Ciascuna specifica tematica sanitaria viene quindi approfondita grazie al coinvolgimento di personale medico-sanitario volontario di Medici per la Pace che, in qualità di formatore, conduce i momenti di confronto, fornisce e illustra il materiale informativo e risponde alle domande.
Anche il personale interno della struttura è incoraggiato a partecipare agli incontri, al fine di condividere gli aspetti di formazione veicolati.